Stamattina, dopo l’ennesima notte colma di riflessioni e interrogativi, ho sentito l’esigenza di farmi trasportare da vibrazioni positive, farmi cullare dalle note di una musica che non stanca mai e dà sempre un pizzico di speranza: ho messo in shuffle il mitico Pino Daniele.

Parte, quasi come segno del destino, KEEP ON MOVIN’… sorrido e finalmente mi sciolgo un po’. Mai come oggi le parole di Pino rimbombano nel mio cervello come campane. E penso “cazzo, ma sta canzone è stata scritta stanotte mentre dormivo?”. E invece no, quella che voglio definire poesia, è stata scritta nell’ ’84, ed è meravigliosamente attuale.

Ci sono volte nella vita in cui passiamo da ciò che è normale allo straordinario così, naturalmente, senza sapere davvero come. Dalla caotica successione di abitudini, movimenti e percezioni che compongono la massa amorfa della nostra quotidianità se ne distacca uno, apparentemente insignificante, e inizia a ronzare nella nostra mente come una nota stonata suona in un pentagramma. Iniziamo a domandarci cosa succede, ci guardiamo le mani, la faccia, ci chiediamo cosa si sia trasformato e dov’è che dobbiamo puntare l’attenzione. Sopraggiunge la paura, o addirittura la paralisi.

Questo virus è arrivato così, d’improvviso, come un messaggio crudo da una persona che non ti aspetti, una pietra in faccia che fa male, ma che serve. Hai paura. Ricco o povero, bello o brutto, colto o becero, sei finalmente umano.

Cosa puoi fare adesso? Cosa puoi fare ora che tutto quello che davi per scontato, tanto scontato non è?
Assorbi, impregnati di questa impotenza e rendila ricchezza.

 Pino scrive:
Keep on movin’
Questa storia finirà
So’ sicuro, ccà nun s’adda cchiù parla’
Keep on movin’
Non lasciarti andare giù
Se vuoi crescere davvero
Non ti lamentare più

Dentro di me trasformo queste parole in spunti di riflessione.
Continua a muoverti, non fermarti, tieni in moto il cervello. Perché quando questa storia finirà, perchè finirà, certe cose non devono tornare più come prima.

Non possiamo non rendere questo momento un punto di svolta. Dobbiamo pretendere che alcune cose cambino! Dobbiamo renderci conto di alcuni tasselli importanti, che fino ad oggi abbiamo sottovalutato. Non semplicemente lamentandoci, come spesso facciamo in modo irrisolto, ma attivamente facendo.

Sono tanti gli aspetti che dovrebbero cambiare, primo fra tutti è l’attenzione che rivolgiamo a determinate cose. Oggi, che più di tutto avremmo bisogno di un supporto sanitario efficace, dobbiamo riconoscere di aver dato per scontata una risorsa inestimabile ed indispensabile per qualsiasi tipo di attività umana: la salute dei cittadini.

Massimo Troisi, che l’ha sempre vista lunga, ce l’aveva detto già in Ricomincio da tre: al “cosa vuoi che ce ne importi degli altri? quando c’è l’amore c’è tutto”, lui risponde prontamente “NO, CHELL E’ A SALUT”. Perché è vero, la salute è alla base di tutto, e va a pari passo con la solidarietà, altro tassello fondamentale per le vite di ognuno di noi e dell’intera comunità. Quando tutto ciò sarà finito, oltre a curarci della nostra salute e di quella dei nostri cari, dobbiamo pretendere che questo diritto sia riconosciuto ad ogni essere umano, senza distinzioni di sesso, razza, provenienza, cultura, religione…

Questo maledetto Virus ci ha messo tutti sullo stesso piano, come una livella, ricordandoci che davanti alla paura e alle difficoltà, siamo tutti uguali e meritiamo per questo lo stesso trattamento e lo stesso aiuto. Incominciamo ad essere più solidali: siamo tutti sotto lo stesso cielo e meritiamo tutti di vivere una vita dignitosa. Non ci è riconosciuto alcun merito per quello che abbiamo e per tale motivo è nostro onere utilizzare ciò di cui siamo a disposizione per aiutare e sostenere il prossimo.

Ancora Pino:
Keep on movin’
Parla nfaccia e nu te fà’ sango amaro
Dice tutta ‘a verità
Keep on movin’
Ma non dir male di te
Jetta ‘nterra tutte cose
Nunn’è giusto e saje pecché

Continua a muoverti, continua ad essere te stesso: stravagante, unico, folle, silenzioso, chiassoso, diverso. Pretendi la libertà di esprimere ciò che hai dentro te, e al contempo pretendi e pratica il rispetto delle realtà interiori altrui.

Viviamo nel XXI secolo e ancora dobbiamo subire il peso di pregiudizi e di sguardi scrutatori, per cui spesso freniamo o neghiamo ciò che siamo realmente. Viviamo in un mondo in cui esistono tecnologie tanto raffinate da poter condurre l’uomo sulla luna, eppure c’è gente che ancora si limita a discriminare e divulgare odio. È nostro dovere denunciare e inorridirci davanti a situazioni del genere.

Cos’è giusto? Cos’è bello? E chi l’ha deciso? E dove l’ha scritto?
Proprio oggi che ne avremmo disperatamente bisogno, è il momento perfetto per ripensare al concetto di LIBERTÀ e riconoscergli la sua totale accezione.
Una volta terminata la quarantena, partecipiamo a riunioni promotrici di valori pacifisti e unificatori; scendiamo in piazza e senza vergogna e con rispetto condividiamo le nostre idee; frequentiamo e diventiamo promotori di posti che valorizzano la libertà di espressione, come il nostro club!

Mentre sogno ad occhi aperti e ancheggio in camera, Pino continua:
A trent’anni nun può capi’
E vulisse nun munno onesto
Ma te diceno sempe ‘o stesso
‘Ncoppa ‘e sorde ‘a gente
Nun guarda ‘nfaccia a nisciuno
E a trent’anni nun può capi’
‘E canzone te fanno fesso
Votta ‘ncuorpo senza senti’
S’addeventa malamente
E quacche vota onesto

Viviamo in un mondo in cui il dio denaro ha preso il sopravvento, per cui le persone sono disposte a qualsiasi compromesso. L’economia di un paese è diventata il fine che giustifica mezzi come il sacrificio di persone, animali e ambiente. Tutto gira intorno ad un fenomeno triste a cui non dobbiamo arrenderci: l’economismo. Anche le cose più pure e semplici, come la passione per uno sport, sono state infangate dalla smania di accumulare ricchezza e nient’altro. E mentre parte del mondo si arricchisce attraverso la produzione e la vendita di cose e contenuti futili e privi di senso, una parte del mondo lentamente muore (e non mi riferisco solo alle persone, ma anche e soprattutto a flora e fauna). Comprare e consumare non sono cose da bandire totalmente o da vedere come il male assoluto. Nella nostra società, purtroppo, non possiamo fare a meno di molte cose. Il pericolo sta, però, nel consumismo sfrenato: comprare oggetti per il vano obiettivo di possedere qualcosa che, però, non appena arriva nelle nostre mani, perde completamente di significato.

Noi non siamo quello che possediamo! Siamo idee, sogni, relazioni, vibrazioni.

Dopo tutto, cosa te ne fai di una macchina, se non hai qualcuno con cui condividere la corsa?

In questo periodo di quarantena, la natura ha assunto la sua forma più bella, ricordandoci che lei non ha assolutamente bisogno di noi umani ma, che al contrario, vive anche meglio senza di noi. Siamo noi ad avere disperatamente bisogno di lei! Per tale ragione, evitiamo acquisti insensati, sosteniamo il mercato dell’usato. Le cose vecchie hanno un fascino che non ha prezzo e raccontano tanto di ognuno di noi. Certo, lo sfizio ogni tanto è giusto anche toglierselo, ma con moderazione! E poi vuoi mettere ‘na camicia di Resina, unica e fatta apposta per te, con una t-shirt X, della taglia X, del colore X, della multinazionale X?

Keep on movin’
Non ne prendere di più che fa male
Parti e nun te truove cchiù
Keep on movin’
Per chi resta come me
Che s’appiccica tutte ‘e sere
Ma è cuntento ‘e se vede’
Keep on movin’
Per chi non si stancherà
Pe’ piacere nun ce vuttate a ccà e allà
keep on movin’
e per abbracciarsi un pò
senza aiuto di nessuno
imparando a dire no.

Vivere significa partecipare e non essere indifferenti a quello che succede! Torneremo ad abbracciarci, ma per farlo in piena sicurezza e profondità, abbiamo bisogno di compiere un cambiamento interiore.

Coltiviamo passione e amore, e diciamo no all’odio e all’indifferenza. Volgiamo lo sguardo verso le cose importanti, rendiamo giustizia a chi oggi lotta per noi. Potremmo essere il cambiamento che le future generazioni sottolineeranno nei libri di storia!

KEEP ON MOVIN’… e aggiungerei, KEEP ON DANCING!

Words by Clara