Anno 2020. Napoli capitale culturale.

 

Musica, arte, turismo. Napoli è tornata la capitale che era, facendosi epicentro di un movimento culturale che fino ad oggi era oscurato dalla coltre dei neomelodismi da cerimonia.

Come in ogni “rivoluzione culturale”, tornare indietro e pescare a mani nude nella storia di questa città sembra essere la strada migliore, soprattutto se riporti alla luce sonorità e sentimenti sopiti incolpevolmente per troppo tempo.

Nascono così i Nu Guinea (Massimo Di Lena e Lucio Aquilina), che con “Nuova Napoli”, il loro primo album, dopo diversi anni spesi tra sonorità etniche e low-fi hanno voluto rendere omaggio alla musica napoletana degli anni settanta e ottanta. La Napoli conosciuta di Pino Daniele, James Senese e Toni Esposito, ma anche quella più nascosta degli Oro o dei Donn’Anna, band riemerse grazie alle impolverate ricerche nei vari mercatini della città, tutte inserite poi nella prima compilation “Napoli segreta” curata dal duo insieme a DNApoli e Famiglia Discocristiana.

 

Dischi che fino ad oggi non erano mai usciti da Napoli, anche perché molti di questi venivano prodotti dall’industria camorristica della musica degli anni ‘70/’80 che ne sfornava migliaia ogni anno, come succede attualmente con la musica ‘neomelodica’.

 

Sonorità nascoste, poco conosciute fino a qualche tempo fa, che Basic Club quest’anno ha scelto di sposare. Il “neapolitan flow” arriva infatti nel club attraverso i due show programmati nel mese di Dicembre: il 21 con la performance dei Nu Guinea e Mystic Jungle in collaborazione con Red Light Radio e Soul Express, da sempre i principali portavoce del  #napolisound e il 28, in collaborazione con Musicology, con il live del maestro Tony Esposito e il duo Napoli Segreta.

Eventi che sono la dimostrazione, la conferma e la consacrazione del fascino subito dal pubblico verso questo genere ritrovato. Un sorta di marchio di fabbrica della città che sarà raccontato all’interno di un documentario prodotto dal noto brand Audio-Technica e da Red Light Radio di Amsterdam. Un racconto completo che passa attraverso le giornate degli artisti, dei promoter e del club. Storie diverse, vite diverse che si intrecciano tutte sotto un unico tetto. Si percepisce in città un sentimento romantico, figlio legittimo di un popolo d’amore, che è sapientemente raccontato anche nell’ultimo album Rosa – “Acqua di Sale” su Periodica Records.  Libera interpretazione synth Pop in salsa Neo melodica del team di produzione West Hill Studio, fucina del retrofuturismo partenopeo. Un percorso melodico che ti accompagna al tramonto sulla collina di Posillipo.

 

Un movimento culturale vero, con sentimenti altrettanto veri, nel bene e nel male. Perché Napoli è amore o odio, non c’è via di mezzo. Emerge così una Napoli diversa, piacevolmente contemporanea che possiamo scoprire anche nella seconda compilation “Napoli Segreta.
Napoli è una musa crudele che ti stordisce con la sua bellezza.

Pics by Davide Ciaramella – Alessandra Coppola