Il suo vero nome – Greg Broussard – risuona meno esotico del nome con cui è conosciuto in tutto il mondo: Egyptian Lover.

Le origini di questo soprannome nascono dal contesto sociale in cui Greg è cresciuto, ovvero quando nel sobborgo di South Central nella LA degli anni ’80, il piccolo Greg volava lontano con la fantasia e sognava di diventare un faraone egizio.

Figlio di DJ, ha portato il suono della Roland 808 nel mondo della musica influenzando numerosi produttori di hip-hop, r’n’b, techno e disco music.

Sugli esordi con la 808, Egyptian Lover ha già raccontato come tutto è iniziato: ”Registravo su nastro un sacco di rap ma mi mancavano le basi così andavo in giro a cercare musicisti adatti per farle. Sino a quando, nel 1983, non incontrai Afrika Bambaataa. Mi disse che loro avevano cominciato a usare quella batteria elettronica. Andai subito nel negozio più vicino a provarne una con il commesso che mi spiegò come fare le prime cose. Andai a casa e mi misi subito a produrre i miei primi beat. Poi mi portai dietro la 808 al primo party e sul drop di ‘Planet Rock’ cominciai a suonarla dal vivo. La gente era stupita e sorpresa perché nessuno sapeva cosa fosse quello strumento. Fu fantastico”.

Ad aver ammesso dell’importanza di Egyptian Lover nell’evoluzione della scena musicale americana ci sono due dei massimi rappresentanti dell’hip-hop come Dr. Dre e NWA, riconoscendo in Broussard il padre artistico di gran parte del loro sound.

Greg Broussard fu anche tra i primi a creare una sua label per produrre e distribuire i propri lavori con l’etichetta Egyptian Empire Record, con la quale produrrà album iconici come “On the nile” e “One track mind” e storiche hit come “Dubb Girls” e “Dance”. Con lo stesso principio usciranno i recenti “1984” e il 12” “Killin’ It’”.

 

Il motivo della sua voglia di “indipendenza” nasce infatti dall’esigenza di non avere logiche commerciali né durante le fasi di lavorazione né in quelle di distribuzione, affidandosi esclusivamente al suo intuito e al flusso che in quel momento viveva.

L’apertura a nuovi suoni è stata fondamentale per capire la grandezza artistica di questo produttore: M.I.A. e Rye Rye “Rock Off Shake Off”, Jamie Jones “Galactic Space Bar” e “3 is a crowd” su Mental Groove, solo per citarne alcune.

 

Da 30 anni gira il mondo con l’obiettivo di far ballare diverse generazioni, coinvolgendo quelli che adesso sono i figli di chi seguiva i suoi primi set. Il live, come quello che andrà in scena Sabato 22 Febbraio al Basic Club, comprenderà gli elementi fondamentali dell’evoluzione dell’artista Egyptian Lover, ovvero: Mic, vinili e la sua inseparabile Roland 808.

Pochi artifici, molto spettacolo.