Fine anni 70, inizio degli anni ’80. New York è il centro del mondo musicale grazie a epicentri culturali come il Loft di Mancuso ed il Paradise Garage di Levan, veri e propri pionieri di quella che oggi può essere definita club culture. Erano gli anni in cui iniziava la sua ascesa l’hip-hop e la pop generation, grazie ad artisti come Basquiat, Keith Haring, Andy Warhol e Madonna.
In quel periodo un giovanissimo David Morales iniziava la sua carriera di DJ, e tra i party da spettatore al Loft e al Paradise Garage, comincia anche ad organizzare le proprie serate, avendo come modello di riferimento proprio David Mancuso. A detta dello stesso David, è stato proprio il deus ex machina del Loft ad insegnargli il concetto di “sound”, e che alla fine fare il DJ consiste nello scegliere la migliore sequenza possibile di dischi. Quello che da allora non sembra mai cambiata è la passione di Morales nel DJing. Passione che ancora oggi riesce a trasmettere a chi lo ascolta in tutto il mondo.
Morales è senza dubbio il remixer più prolifico della storia dell’house music, grazie alla produzione di tracce per artisti del calibro di Mariah Carey, Michael Jackson, Seal, Whitney Houston, Jamiroquai e Pet Shop Boys. Un esempio eclatante in cui l’underground incontra il pop, nudo e crudo.
Durante la sua pluridecennale carriera, David Morales ha portato a casa numerosi riconoscimenti, anche dal lontano mondo della club culture, come le diverse nomination ai Grammy Awards per Best Remixer. Premio che riuscirà a vincere nel 1998 grazie al brano “My All” di Mariah Carey che potete ascoltare qui.
Particolare non da poco, il suo rapporto con l’Italia, Paese che ama per diversi motivi. Uno di questi è certamente l’avere una moglie italiana, ma ha contribuito a questo “amore” anche la cultura musicale italiana: “Ho iniziato a venire in Italia nel 1992 ed è stato con Frankie Knuckles. L’Italia è stato il mio primo paese europeo. Sono rimasto davvero sorpreso da quanto entusiasmo c’era nei fans. La prima volta in cui abbiamo suonato a Napoli, mi sentivo come se fossimo i Rolling Stones in concerto. Le persone erano completamente impazzite per la nostra musica. Ho avuto molti momenti splendidi nel corso dei 23 anni in cui ho suonato in Italia. Devo dire che la notte più indimenticabile fu alla discoteca Echoes, a metà degli anni ’90. Quando ascoltavamo i set di Frankie Knuckles, era semplicemente classe”.
Quello che è certo è che pochi DJ e produttori al mondo hanno avuto un tale impatto sulla forma della musica house come David Morales. Il suo stile ispirato da disco, soul, hip-hop, latin, dub e house , riflette il colorato melting pot dei dancefloor di tutto il mondo oltre a collaborare tuttora con la nuova generazione di artisti che producono i suoni crossover.
Le vibrazioni di New York si sentono già nell’aria ed il Basic è pronto per ballare.
R U Ready? #bebasic

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