DETROIT’S MASTER IS BACK : AMP FIDDLER

 

Dagli insegnamenti a J Dilla su come usare i campionatori alla sua grande amicizia con Moodymann

 

Amp Fiddler è più di un semplice compositore e producer. È senza dubbio uno degli artisti più influenti della scena funk/soul americana, e tra i massimi esponenti di quello che possiamo definire “Detroit Sound”. Tra le collaborazioni di Amp spiccano nomi di altissimo livello, come George Clinton (Parliament Funkadelic), Moodymann, J-Dilla, Prince, Jamiroquai fino al più recente Maxwell.

Il suo stile, radicato nel funk, si è evoluto fino ad acquisire l’influenza di molti degli artisti con cui ha collaborato, lasciando in cambio il groove inconfondibile che gli appartiene.

Amp fin da bambino è preso dallo studio del pianoforte, approfondito all’Università di Oakland e Wayne State con il Maestro Harold McKinney. Dopo un breve inizio come attore, arriva la grande occasione nel 1983, quando Bernie Worrell, amico e tastierista dei Parliament, fa ascoltare una sua cassetta a George Clinton. Il leader dei P-Funk resta folgorato dal suo modo di suonare e approcciare allo strumento, e visto l’addio di Worrell, decide di ingaggiare il giovane Amp per la sua band, con cui suonerà per oltre un decennio.

Nel 1990 pubblica Mr.Fiddler, prodotto da Elektra, a cui partecipa anche suo fratello. Il disco appare troppo avanguardistico per l’epoca, cogliendo impreparata anche la label che non saprà bene come pubblicizzare il suo lavoro in studio. Il suo primo vero album da solista “Waltz of a Ghettofly ha stabilito un punto di riferimento impressionante per la futura musica di Amp. Con Afrostrut mostrò come seguire un classico di culto, sostituendo alcune delle composizioni di jam session di Ghettofly con forme di canzoni più strette e tradizionali: “Sono sempre contento delle canzoni che scrivo, a prescindere da quello che pensano tutti”- sottolinea – “Ma immagino che tutti abbiamo qualcosa su cui dobbiamo crescere, e ci sono sempre aree per l’apprendimento. Tutti noi dobbiamo fare di meglio in qualcosa”. Afrostrut infatti, dimostra che essere onesti con se stessi come artista può ottenere enormi risultati. Scrivere principalmente al pianoforte piuttosto che assemblare suoni frammentari provenienti da diverse jam e session come in Ghettofly, ha permesso ad Amp di lavorare maggiormente sulle sue capacità di scrittura e compositive.

Il suo ultimo disco Amp Dog Knights (Mahogani Music, 2017), riprende le storie di Detroit di ‘Waltz Of A Ghetto Fly’ del 2003 ispirate ai personaggi incontrati nella sua infanzia, è il secondo album (l’altro è Black Riot 02) uscito negli ultimi due anni dopo la pausa iniziata nel 2006 dovuta a problemi personali. Un ritorno atteso, forte, potente e straordinario, così come lo sono la sua musica e le sue performance live.

Amp Fiddler sarà il protagonista al Basic Club il prossimo 29 Settembre per “The First Dance”, serata inaugurale in cui si esibirà con una straordinaria performance dal vivo. E allora? Cosa aspetti per ricevere il tuo invito?